Effetti dell’invecchiamento sulle funzioni sessuali maschili

Con l’avanzare dell’età, le funzioni sessuali maschili subiscono delle modifiche: la durarata e la rigidità erettile tendono a diminuire e cala il desiderio. In questo articolo spieghiamo come il fisiologico deficit di testosterone può influire sulla sessualità maschile.

deficit di testosterone

Come cambiano le funzioni sessuali maschili con l’età?

Con l’avanzare dell’età, le funzioni sessuali maschili subiscono dei cambiamenti. I più comuni e frequenti sono:

  • diminuzione della frequenza, della durata e della rigidità dell’erezione
  • diminuzione dell’impulso sessuale e della libido.

Ma si possono verificare anche altri cambiamenti:

  • riduzione della sensibilità del pene
  • diminuzione dell’erezione spontanea
  • riduzione del volume di liquido spermatico
  • riduzione della capacità di controllare l’eiaculazione
  • orgasmo senza eiaculazione
  • detumescenza più veloce del pene dopo l’orgasmo
  • aumento del periodo refrattario (dopo l’orgasmo, occorre più tempo prima di poter avere un’altra erezione).

 

Quali possono essere le cause dell’abbassamento dei livelli di testosterone e dei cambiamenti delle funzioni sessuali maschili?

Non è ancora del tutto chiaro se sia l’invecchiamento in sé o se siano le patologie a esso associate a determinare le graduali modifiche della funzione sessuale maschile.

Di certo sappiamo che i livelli di Testosterone – l’ormone androgeno responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali maschili, della libido, della produzione di sperma, dello sviluppo muscolare, della salute ossea e della produzione di globuli rossi – con l’età diminuiscono fisiologicamente.  E’ un processo naturale che di per sè non rappresenta una patologia ma che  determina la comparsa di segni e sintomi specifici e aspecifici, che possono variare da persona a persona. Si parla invece di ipogonadismo quando l’uomo ha una patologia conclamata caratterizzata dalla riduzione marcata dell’attività dei testicoli quindi della produzione di testosterone, diagnosticata in seguito a valutazioni di dati sia clinici che laboratoristici e che richiede la terapia sostitutiva con il testosterone.

Oltre all’età, ci sono altri fattori e cause che possono contribuire all’abbassamento dei livelli di testosterone: l’obesità, lo stile di vita poco sano, malattie croniche come diabete di tipo 2, l’HIV/AIDS, malattie epatiche, malattie renali o disordini autoimmuni, traumi ai testicoli, chemioterapia o radioterapia, assunzione di farmaci come antidepressivi o antidolorifici.

deficit di testosterone

Ipogonadismo o Andropausa?

L’ipogonadismo maschile, come accennato sopra, è una patologia conclamata caratterizzata dalla scarsa funzionalità del testicolo nelle sue due funzioni principali.

È accompagnato da un’inadeguata produzione ormonale di testosterone e da una spermatogenesi (produzione di sperma) qualitativamente e/o quantitativamente alterata.

È una condizione che può essere presente già alla nascita o può insorgere successivamente, spesso a seguito di infezioni.

Ne esistono due tipi:

  • ipogonadismo primario, se la problematica è insita nel testicolo
  • ipogonadismo secondario, se vi è un’alterazione a carico di ipotalamo e/o ipofisi, due altri organi endocrini che regolano la stimolazione del testicolo.

In accordo alle linee guida internazionali, si parla di ipogonadismo conclamato quando il valore del testosterone, misurato al mattino in più occasioni (almeno 2 volte), risulta essere inferiore ai 280ng/dl. L’incidenza dell’ipogonadismo conclamato nel maschio adulto-anziano è molto bassa e non supera il 2% della popolazione maschile.

L’Andropausa è una sindrome clinica legata al normale calo nella produzione degli ormoni sessuali maschili da parte dei testicoli. Quindi non deve essere confusa con l’ipogonadismo.

A partire già dai 30 anni circa, la produzione di testosterone nell’uomo inizia a diminuire; intorno ai 50 anni diminuisce in media dell’1-2% all’anno. Questa diminuzione di testosterone può manifestarsi con sintomi associati all’invecchiamento: calo della libido, problemi di erezione, diminuzione della massa muscolare, aumento del grasso addominale, fragilità ossea, ridotto livello energetico, attività mentali rallentate, ecc. L’entità e la velocità della caduta ovviamente è molto soggettiva e varia enormemente da un soggetto maschile all’altro anche in base allo stato di salute generale del soggetto. Alcuni uomini di 70 anni hanno livelli di testosterone simili a quelli della media di un uomo di 30 anni.

 

Quale terapia per stimolare il testosterone e migliorare le funzioni sessuali?

  • TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA

In presenza di ipogonadismo conclamato bisogna intervenire con la terapia ormonale sostitutiva. Questa va adeguata alle caratteristiche cliniche del caso specifico, soprattutto va intrapresa se il soggetto è ancora in buona salute e non è affetto da gravi patologie.

Sono molti gli uomini che, pur avendo livelli di testosterone normali rispetto all’età, sarebbero disposti ad assumere testosterone pur di rallentare o evitare l’esordio di problematiche sulla sfera sessuale. Tuttavia, questo tipo di trattamento è consigliata soltanto per i soggetti che presentano sintomi di basso testosterone importanti e livelli estremamente bassi di testosterone nel sangue, ossia ipogonadismo.

Se seguita e monitorata da uno specialista, in genere la terapia con testosterone non presenta importanti effetti indesiderati, ma richiede un monitoraggio della concentrazione dei globuli rossi nel sangue, del PSA (marcatore della prostata) e una visita delle caratteristiche morfologiche della prostata.

In alcuni casi il trattamento può causare effetti collaterali come la tendenza a russare, aumento dei sintomi di blocco del tratto urinario (solitamente causato da iperplasia prostatica benigna), sbalzi di umore, acne, coaguli di sangue e ingrossamento della mammella. Il testosterone a volte fa sì che il corpo produca globuli rossi in eccesso, aumentando potenzialmente il rischio di vari disturbi, come i coaguli di sangue e l’ictus.

  • STIMOLANTI NATURALI DEL TESTOSTERONE

Se non si è in presenza di ipoganadismo conclamato, è possibile stimolare la produzione del testosterone con l’integrazione di sostanze naturali (integratori stimolanti del tstosterone).

Esistono in natura sostanze ed erbe che possono avere questa azione. Se ben selezionate, dosate e in sinergia con altre sostanze naturali specifiche dall’azione anche tonico-energizzante, è possibile prevenire e contrastare in maniera efficace alcuni sintomi e cambiamenti tipici del calo di testosterone.

Parliamo di integratori alimentari a base di Fieno Greco, Arginina, Creatina, Magnesio, Zinco, Selenio, Vitamine, sostanze che assunte regolarmente possono aiutare a:

  • regolarizzare e stimolare la produzione di testosterone
  • favorire i livelli energetici e la resistenza
  • migliorare la forza
  • stimolare libido ed erezione
  • migliorare le performance sportive.

Accusi anche tu i sintomi dell’andropausa!

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