Esiste una cura definitiva per la prostatite cronica?

La prostatite cronica  è una infiammazione della prostata a volte dura da sconfiggere. I trattamenti e le cure non sono sempre semplici ed immediati. In questo articolo cerchiamo di fare una panaramica dettagliata di tutto ciò che riguarda questo specifico tipo di infiammazione della ghiandola prostatica e in particolare valuteremo se davvero esiste una cura definitiva per la prostatite cronica.

 

Generalità

La prostatite è una malattia che colpisce molti uomini. Le statisiche riferiscono che interessa dal 30 al 50% degli uomini sessualmente attivi.

Si tratta di una infiammazione della prostata che può dipendere da cause infettive o non infettive.

La sintomatologia è piuttosto varia a seconda del tipo di prostatite, ma i più comuni generalmente sono:

  • dolore all’area pelvica, allo scroto, alla bassa schiena, dolore durante la defecazione;
  • disturbi urinari: disuria (condizione patologica che indica genericamente difficoltà, irregolarità e dolore nell’emissione di urina), stranguria (minzione “gocce a gocce”), bisogno impellente di urinare ecc.;
  • disturbi della sfera sessuale: eiaculazione dolorosa, eiaculazione precoce, problemi erettili, dolore pelvico dopo i rapporti;
  • febbre e senso di malessere.

Gli esami che si devono effettuare per diagnosticare la prostatite hanno lo scopo principale di individuare le cause dello stato infiammatorio. A seconda del fattore che l’ha scatenata è previsto un trattamento specifico: se l’infiammazione è di origine infettiva sarà necessaria una terapia antibiotica, mentre se l’infiammazioni della prostata ha origine non infettiva sono previsti altri trattamenti.

 

Classificazione attuale dei vari tipi di infiammazione della prostata

L’attuale classificazione delle prostatiti fu definita nel 1999 da un’agenzia americana, l’Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali (NIDDK). I diversi tipi di infiammazione della ghiandola prostatica si distinguono tra loro per la causa dell’infiammazione (prostatite batterica o non batterica) o in base al tempo in cui si manifesta (prostatite acuta o cronica) 1:

  • TIPO I: prostatite acuta di origine batterica
  • TIPO II: prostatite cronica di origine batterica
  • TIPO III: prostatite cronica non-batterica (o sindrome dolorosa pelvica cronica)
  • TIPO IV: prostatite asintomatica

In questo articolo approfondiamo tutti gli aspetti legati all’infiammazione della prostata di tipo cronico, batterica e non batterica.

 

Prostatite Cronica, come individuarla

     Prostatite batterica cronica

La prostatite cronica di origine batterica è un’infiammazione della prostata e del tratto urinario causata dagli stessi batteri della prostatite acuta (come l’ Escherichia coli) ma che si ripresenta nel tempo.Rispetto alla forma acuta, la prostatite cronica batterica è una condizione medica più lieve, ma a carattere persistente, quindi di durata più lunga (almeno 3 mesi).

Questo tipo di infiammazione potrebbe essere la conseguenza di una prostatite batterica acuta trascurata o non opportunamente curata. A volte gli antibiotici somministrati nel trattamento della forma acuta, fanno difficoltà a penetrare all’interno della prostata, ciò fa sì che una piccola quantità di batteri riesca a sopravvivere causando la ricomparsa dell’infiammazione.

     Prostatite cronica non batterica

A differenza delle infezioni di origine batterica, la prostatite cronica non batterica è un’infiammazione che non è associata alla presenza di un’infezione batterica. Nonostante sia il tipo di prostatite più diffuso nella popolazione maschile, le cause sembrano essere ancora poco chiare.

 

Cause delle prostatiti croniche

La prostatite cronica batterica può essere:

  • la conseguenza di una prostatite acuta batterica non trattata in modo adeguato,
  • il risultato di ricorrenti infezioni delle vie urinarie (uretrite, cistite ecc.)
  • la complicanza di un’infezione a livello testicolare (epididimite).

Oltre a queste cause vi sono dei fattori di rischio, ossia degli eventi che aumentano il rischio di ammalarsi di prostatite cronica batterica:

  • il catetere vescicale (cateterismo vescicale);
  • un’infezione delle vie urinarie;
  • la stenosi uretrale;
  • un’infezione a livello testicolare;
  • l’ipertrofia prostatica benigna (o prostata ingrossata);
  • trascuratezza nel trattamento di una prostatite acuta batterica;
  • traumi all’apparato urinario.

Le cause che scatenano la prostatite cronica non batterica sono invece ancora poco chiare. Secondo alcuni esperti questo tipo di infiammazione potrebbe essere causata da:

  • un problema alle terminazioni nervose (nervi) della prostata;
  • disfunzioni neuromuscolari del pavimento pelvico;
  • un malfunzionamento del sistema immunitario, il quale riconosce come estranea la ghiandola prostatica e la aggredisce (sarebbe in questo caso una malattia autoimmune);
  • traumi in corrispondenza della prostata;
  • ostruzione o scoordinazione dello svuotamento vescicale;
  • malattie neurologiche come la depressione o fattori psicologici (ansia, stress, etc);
  • attività quotidiane fisicamente pesanti (ad esempio il quotidiano sollevamento di carichi pesanti o la pratica intensiva di sport ad alto impatto).

 

Sintomatologia delle prostatiti croniche

Fatta eccezione per la febbre (che nelle prostatiti croniche non batteriche è sempre assente), i sintomi e i segni delle prostatiti croniche batteri e non-batterica sono sovrapponibili ai sintomi e ai segni della prostatite acuta; di diverso rispetto a quest’ultima nelle forme croniche compaiono gradualmente e sono spesso meno severi (nella prostatite acuta invece insorgono in modo improvviso e brusco e, ad esempio, si associano a febbre molto alta). Ma la caratteristica fondamentale della sintomatologia delle prostatiti croniche è l’alternanza, ossia alternano periodi in cui sembrano scomparsi a periodi in cui sono particolarmente evidenti.

Entrando nello specifico, il quadro sintomatologico tipico delle prostatiti croniche, batteriche e non, può includere:

  • Dolore alla base del pene, all’area pelvica, attorno all’ano, allo scroto, alla zona lomabre e/o all’inguine.
  • Problemi urinari: urgenza urinaria, bisogno di urinare durante la notte, minzione difficoltosa, emissione di sangue con l’urina, minzione intermittente o lenta, e dolorosa, emissione di urine maleodoranti, flusso urinario ridotto e difficoltà a svuotare completamente la vescica.
  • Problemi sessuali dovuti all’infiammazione prostatica: eiaculazione dolorosa; eiaculazione precoce, difficoltà erettili, dolore dopo il rapporto sessuale.
  • Dolore durante la defecazione.
  • Sangue nello sperma (Emospermia).
  • Febbricola, ossia febbre che non supera i 38°C.

 

     Complicazioni

Quando una prostatite cronica non è trattata adeguatamente, possono insorgere delle complicanze, tra cui:

  • incapacità di urinare;
  • formazione di pus (complicazione molto rara);
  • batteriemia o, nei casi particolarmente sfortunati, sepsi.

Il fatto che la prostatite cronica possa favorire l’insorgenza di una qualche neoplasia a carico della ghiandola, non è supportato da evidenze scientifiche certe.

 

Scegliere la cura giusta

Esistono diverse possibilità terapeutiche per la prostatite cronica che variano da paziente a paziente e dopo visita specialistica ed esami mirati per la patologia in questione.

Trattamenti per la prostatite cronica di origine batterica

Come la forma acuta, anche la cura della prostatite cronica batterica consiste in una terapia antibiotica.

Purtroppo questo trattamento non è sempre efficace come ci si aspetta, per almeno due motivi:

  • la prostata è poco sensibile agli antibiotici, come abbiamo già detto sopra, a volte gli antibiotici fanno difficoltà a penetrare all’interno della prostata, ciò fa sì che una piccola quantità di batteri riesca a sopravvivere causando la ricomparsa dell’infiammazione.
  • la recidività che caratterizza le infiammazioni croniche della prostata, in particolare quelle a origine batterica.

La durata della terapia antibiotica per una prostatite cronica batterica varia da paziente a paziente: in alcuni casi, sono sufficienti 6-8 settimane di terapia; in altri casi, servono 3 mesi  di assunzioni; in altri casi ancora, occorrono 6 mesi, o oltre.

Altri trattamenti comprendono farmaci antinfiammatori, miorilassanti (per alleviare l’eventualmente spasmo dei muscoli pelvici), alfa-adrenergici bloccanti, e altri sintomatici, come i semicupi.

Trattamenti per la prostatite cronica non batterica

Il trattamento di questo tipo di prostatite cronica è difficile e spesso non risolutivo. Oltre ai trattamenti citati per l’infiammazione batterica,  sono state sperimentate l’uso di ansiolitici (p. es., inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, benzodiazepine), la stimolazione del nervo sacrale, il biofeedback, il massaggio prostatico, e le procedure prostatiche minimamente invasive (p. es., termoterapia a microonde). Ma anche in questi casi con risultati variabili.

 

I farmaci e le cure naturali per la prostatite cronica

Lo abbiamo detto e ridetto, le prostatiti sono processi infiammatori che interessano la ghiandola prostatica e anche i tessuti circostanti della prostata. L’origine può essere batterica e non,  pertanto la cura dovrebbe tenere conto non solo dell’eradicazione del batterio responsabile dell’infezione ma anche dell’infiammazione che, in una prima fase, è di tipo acuto ma se trascurata o se prosegue, diventa cronica. Inoltre, la persistenza di uno stato infiammatorio cronico può aggravare ulteriormente lo stato di salute del paziente: si possono formare calcificazioni, vescicoliti o può progredire verso l’ingrossamento della prostata (Ipertrofia Prostatica Benigna).

Ecco perchè nel trattamento della Prostatite è fondamentale agire sulla componente infiammatoria prostatica che può condizionare sia la sintomatologia che la progressione della malattia.

Contro l’infiammazione prostatica il medico può prescrive due tipologie di farmaci:

  1. gli antinfiammatori, che naturalmente hanno una buona azioneantinfiammatoria ma possono essere usati solo per brevi periodi di tempo a causa degli effetti collaterali a livello gastrico e sulla coagulazione;
  2. gli alfa-bloccanti (farmaci impiegati per contrastare i sintomi urinari) che però sono farmaci sintomatici: curano i sintomi e danno sollievo al paziente fin quando si assumono ma non hanno una contestuale azione anti-infiammatoria.

Ecco perché l’aggiunta di estratti vegetali ad azione antinfiammatoria potrebbe diventare un’ottima strategia di trattamento, specie per quei pazienti che oltre ai classici sintomi legati all’ostruzione del flusso urinario, presentano anche irritazioni dovute all’infiammazione.

Ecco perchè nel trattamento della Prostatite è fondamentale agire sulla componente infiammatoria prostatica che può condizionare sia la sintomatologia che la progressione della malattia.

Contro l’infiammazione prostatica il medico può prescrive due tipologie di farmaci:

  1. gli antinfiammatori, che naturalmente hanno una buona azioneantinfiammatoria ma possono essere usati solo per brevi periodi di tempo a causa degli effetti collaterali a livello gastrico e sulla coagulazione;
  2. gli alfa-bloccanti (farmaci impiegati per contrastare i sintomi urinari) che però sono farmaci sintomatici: curano i sintomi e danno sollievo al paziente fin quando si assumono ma non hanno una contestuale azione anti-infiammatoria.

Per questi due limiti, l’aggiunta di estratti vegetali ad azione antinfiammatoria potrebbe diventare un’ottima strategia di trattamento, specie per quei pazienti che oltre ai classici sintomi legati all’ostruzione del flusso urinario, presentano anche irritazioni dovute all’infiammazione.

Prosvit, ad esempio, è un integratore alimentare studiato appositamente per contrastare l’infiammazione prostatica e ridurre i sintomi tipici delle prostatiti. Impiega estratti vegetali e sostanze naturali che agiscono principalmente e in maniera più specifica sull’infiammazione prostatica.

La sua azione antinfiammatoria sistemica aiuta in maniera selettiva e specifica a:

  • ridurre l’infiammzione delle vie urinarie
  • contrastare gli stati di tensione localizzati
  • coadiuvare la funzionalità delle vie urinarie
  • regolarizzare lo scarso flusso urinario
  • ridurre fastidi e dolore dei sintomi urunari.

Inoltre essendo un prodotto naturale può essere assunto anche per lunghi periodi e anche come coadiuvante ai trattamenti farmacologici.

 

Come alleviare la sintomatologia

A prescindere dai trattamenti scelti, ecco alcuni consigli per alleviare alcuni sintomi, in particolare il dolore:

  • fare bagni caldi;
  • bere almeno 2 litri di acqua al giorno;
  • ridurre, o meglio ancora, evitare il consumo di alcol e caffè;
  • non bere i succhi di agrumi;
  • evitare la consumazione di cibi caldi e soprattutto piccanti;
  • assumere antidolorifici e antinfiammatori,anche naturali considerando che i trattamenti per le prostatiti sono lunghi;
  • evitare l’utilizzo della bicicletta;
  • ricorrere a prodotti fitoterapici specifici per alleviare i sintomi urinari.

Conclusioni

Da tutto questo si intuisce che purtroppo, la terapia per la cura della prostatite cronica non è sempre semplice ed immediata. In molti casi l’infiammazione richiede un trattamento farmacologico lungo, anche per molte settimane, con antibiotici e/o antibatterici che possono non riuscire a penetrare profondamente nel tessuto prostatico.

Dire che esiste una cura definitiva per la prostatite cronica è difficile però, intervenendo tempestivamente già dai primi sintomi, rivolgendosi ad uno specialista urologo per la diagnosi e il trattamento e con le giuste accortezze nello stile di vita si può riuscire a bloccare o mantenere sotto controllo la malattia, soprattutto per evitare complicazioni ulteriori.

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FONTI:

  1. John N. Krieger, Shaun Wen Huey Lee, et al. Epidemiology of prostatitis. Int J Antimicrob Agents. 2008 February; 31(Suppl 1): S85–S90.
  2. M. Grabe, R. Bartoletti, T.E. Bjerklund-Johansen, ET AL. Guidelines on Urological Infections. www.uroweb-org

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