Farmaci in menopausa: quando sono consigliati e quando no

L’assunzione di farmaci in menopausa è un argomento molto dibattuto sia in ambiente medico che fra le donne. Quando è consigliata la  Terapia Ormonale Sostituita? Quando invece è sconsigliata? Ci sono alternative alla TOS?

farmaci menopausa

E’ sempre aperto il dibattito scientifico e i dubbi intorno ai rischi-benefici dell’assunzione di farmaci in menopausa. Nello specifico ci riferiamo alla TOS, Terapia Ormonale sostitutiva. In passato le si attribuiva la capacità di prevenire malattie cardiovascolari (ad esempio: infarto o ictus). Ora invece uno studio scientifico realizzato negli Stati Uniti, avrebbe smentito tali attese. Alcuni la sconsigliano a causa di effetti collaterali forse più gravi degli stessi disturbi (ad es. l’insorgenza del tumore al seno) per la quale viene assunta; in realtà gli ormoni non provocano il tumore, semmai favoriscono la crescita di forme ormono-sensibili già presenti che, peraltro, sono quelle da cui si guarisce in quasi il 95% dei casi.

In tutto questo, la donna in menopausa, è piuttosto confusa e, in linea di massima, molto scettica e timorosa.

La nostra posizione non è nè pro nè contro a prescindere. Siamo consapevoli  che

  • la Terapia Ormonale Sostitutiva può essere un valido aiuto quando i sintomi della menopausa creano disagi tali da compromettere la qualità di vita, l’attività lavorativa, le relazioni sociali e la vita di coppia;
  • non può essere somministrata a tutte le donne in menopausa
  • deve essere prescritta in base alle caratteristiche specifiche di ciascuna donna
  • deve essere scelta con attenzione dopo attenta analisi da parte del ginecologo.

Che cosa è la terapia ormonale sostitutiva?

Durante la menopausa,  a causa dell’esaurimento della funzione delle ovaie, la produzione di estrogeni si riduce drasticamente e ciò può far comparire dei sintomi caratteristici, come vampate di calore, insonnia, disturbi vaginali.  I farmaci in menopausa, quindi,  vanno a sopperire questa mancanza di estrogeni che vengono reintegrati, appunto,  attraverso terapia ormonale sostitutiva o TOS (conosciuta anche con il termine HRT -Hormone Replacement Therapy).

Poichè oltre alla carenza di estrogeni si assiste anche alla cessazione della produzione di progesterone, la terapia sostitutiva può essere anche combinata e prevedere la somministrazione sia di estrogeni che di progestinico che ha lo scopo di proteggere l’utero, bilanciando l’effetto degli estrogeni sull’endometrio per evitare che insorgano iperplasia, polipi o neoplasie endometriali.

Le donne sottoposte ad asportazione chirurgica dell’utero (isterectomia), non hanno bisogno quindi del progestinico e devono assumere solo estrogeni.

Quando la TOS non è indicata: i CONTRO

Per alcuni sintomi che compaiono frequentemente dopo la menopausa la terapia ormonale sostitutiva non è efficace. Ad esempio, può aumentare e non ridurre il rischio di incontinenza urinaria e non è efficace per prevenire le cistiti ricorrenti, cioè le infezioni ripetute alle vie urinarie.

Inoltre trattamenti a lungo termine con la terapia ormonale sostitutiva può aumentare, anche se in modo limitato e nelle donne in cui sono già presenti forme ormono-sensibili, il rischio di tumore al seno, come anche la probabilità di malattie della colecisti, demenza, trombosi venosa profonda e ictus.

Si tratta di rischi relativamente modesti. Basti pensare che, per esempio, rispetto alle malattie cardiovascolari, il fumo porta a un aumento molto maggiore del rischio.  E comunque la TOS va intrapresa e proseguita sempre sotto attento controllo medico: sarà compito del medico verificare l’esistenza di situazioni che impediscono, l’inizio della terapia o che ne ostacolano il proseguimento.

In ogni caso, in assenza di disturbi menopausali importanti, sarebbe bene valutare l’assunzione di trattamenti naturali alternativi a base di fitormoni  anche come forma preventiva. L’azione degli estrogeni può essere mimanta da piante come il Trifoglio rosso (il fitoestrogeno per eccellenza), quella del progesterone da piante come la Dioscorea.

Quale decisione prendere?

Non è facile per una donna prendere una decisione e sicuramente l’acceso dibattito sui farmaci in menopausa non aiuta molto.

Noi consigliamo di prendere una decisione affidandosi prima di tutto allo specialista che terrà conto

  • dei risultati di specifiche analisi
  • di come la donna stessa vive la menopausa
  • della gravità dei suoi disturbi
  • della serenità con cui lei vive l’eventuale scelta di ricorrere alla TOS.

Le donne che all’inizio della menopausa NON accusano disturbi gravi tali da peggiorare di molto la qualità della loro vita, le loro relazioni umane e l’intesa sessuale con il partner, potrebbero considerare l’ipotesi di iniziare una terapia naturale che può aiutare sia a prevenire che a ridurre gli spiacevoli sintomi della menopausa.

La Tos, infatti,  è sconsigliata alle donne che vanno incontro alla cosiddetta “menopausa dolce”, cioè senza sintomi tali da giustificare il ricorso agli ormoni. Come afferma la dott.ssa Rossella Nappi, docente di ostetricia e ginecologia all’Università di Pavia,

«Il 20 per cento delle donne, infatti, non accusa vampate di calore, calo del desiderio, né insonnia o depressione. L’unico disturbo onnipresente, al quale è impossibile sfuggire, è la secchezza delle mucose vaginali che non solo minaccia l’intesa sessuale ma predispone a cistiti e vaginiti ricorrenti».

E per questi disturbi appena citati la TOS non aiuta!

La TOS è inoltre sconsigliata alle done fumatici, alle obese, alle diabetiche, a quelle che soffrono di ipertensione e ipercolesterolemia non controllati dai farmaci, che hanno un maggior rischio di trombosi o che hanno avuto un tumore al seno.Spiega infatti al dott.ssa Nappi:

«Il carico di estrogeni della Tos modifica i fattori di coagulazione del sangue e, nelle donne già “borderline” per peso, stile di vita e presenza di malattie croniche, è bene non esasperare i fattori di rischio».

In tutti questi casi è possibile provare a prevenire ed attenuare i sintomi della menopausa con integratori alimentari a base di fitormoni e non solo. Aluni integratori in commercio, oltre a contenere piante dalla azione simil-ormonale, hanno anche estratti vegetali che aiutano a contrastare altri sintomi della menopausa non legati al calo di estrogeni e progesterone: il calo della libido, la secchezza vaginale, l’aumento del peso, la perdita di elasticità della pelle, difficoltà nel transito intestinale.

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