Farmaci per l’Ipertrofia Prostatica: effetti collaterali

Sono diversi i farmaci per dell’Ipertrofia Prostatica Benigna. Ma non tutti ne tollerano gli effetti collaterali, che possono colpire sfera sessuale. Da qui l’importanza di avere a disposizione valide alternative nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna.

Ipertrofia prostatica Sulle cause e suoi sintomi dell’ Ipertrofia Prostatica Benigna abbiamo scritto in altri articoli. In questo post approfondiamo i trattamenti farmacologici in uso, con particolare attenzione agli effetti collaterali che possono dare, in particolare quelli che compromettono l’attività sessuale dell’uomo.

L’ingrossamento della prostata o Ipertrofia Prostatica Benigna causa la compressione e il restringimento dell’uretra, evento che provoca l’insorgere di disturbi alla minzione sia di tipo irritativo che ostruttivo. Se trascurata, inoltre, l’ipertrofia prostatica può causare danni alla vescica e ai reni, danni che nel peggiore dei casi possono essere gravi e irreversibili.

Poichè, inoltre, la prostata è una ghiandola preposta a funzioni sessuali (è necessaria per l’eiaculazione) e lo sperma transita attraverso l’uretra in cui scorre l’urina, è evidente che un suo “malfunzionamento”, può portare ad una serie di problematiche e disfunzioni legate alla sfera sessuale (calo del desiderio, impotenza, disfunzione erettile, eiaculazione precoce, retrograda o assente).

Più del 60% dei problemi erettili e/o eiaculatori dopo i 40 anni, infatti, sarebbero causati da Ipertrofia Prostatica Benigna, con ripercussioni anche a livello psicologico che creerebbero calo del desiderio sessuale.

Da qui l’importanza di effettuare una visita urologica / andrologica e curare l’ipertrofia prostatica benigna fin dagli esordi.

 

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Farmaci per l’ ipertrofia prostatica benigna

La medicina convenzionale tratta l’ipertrofia prostatica benigna con un approccio farmacologico o, in caso di fallimento della terapia farmacologica o in casi gravi di ipertrofia prostatica, ad un approccio che prevede un intervento chirurgico.

L’approccio farmacologico è basato su due differenti azioni, spesso abbinate insieme:

  • da un lato si utilizzano farmaci per l’ipertrofia prostatica mirati ad inibire la crescita eccessiva della ghiandola,
  • dall’altro farmaci che agiscono aumentando l’apertura del collo della vescica per consentire all’urina di fuoriuscire meglio.

In alcuni casi, non solo la terapia farmacologica non apporta gli effetti sperati, ma ha al suo loro attivo una lunga serie di effetti collaterali, più o meno gravi (accesissime le discussioni sulla cosiddetta Sindrome post Finasteride).
Gli effetti più lievi e più ricorrenti dei farmaci α-bloccanti e inibitori della 5-α-reduttasi sono:

  • sonnolenza,
  • astenia,
  • depressione,
  • cefalea,
  • rinite,
  • diarrea,
  • eiaculazione retrograda.

Gli effetti indesiderati e ben più gravi dei farmaci inibitori della 5-α-reduttasi, sono:

  • disturbi a carico dell’apparato genitourinario, (a causa dei quali circa il 5% degli uomini sottoposti a tale terapia non riescono a portarla a termine)
  • orticaria, esantema, prurito, gonfiore di labbra e volto,
  • complicanze sulla vita sessuale,
  • eiaculazione precoce,
  • problemi erettili,
  • ingrossamento della mammella,
  • dolore testicolare,
  • carcinoma alla mammella.

Quando i farmaci per lipertrofia prostatica non funzionano o l’ipertrofia prostatica è grave, si deve ricorrere ad intervento chirurgico. Questo approccio prevede metodologie differenti, applicate a seconda dei casi: l’asportazione dell’adenoma prostatico, la resezione trans uretrale della prostata, tecniche che sfruttano l’azione di laser. purtroppo anche questo approccio può risultare fallimentare: in alcuni casi si sono verificati ulteriori ingrossamenti della prostata in seguito all’intervento chirurgico, che hanno reso necessario un secondo intervento.

 

Terapie naturali per l’ipertrofia prostatica benigna

Per questi motivi è importante effettuare controlli specialistici regolari almeno una volta l’anno a partire dai 40 anni, in modo da intervenire subito, agli esordi di una eventuale ipertrofia prostatica. Un intervento repentino potrebbe valere il successo della terapia che, soprattutto in una prima fase, potrebbe essere anche basata su un approccio naturale.

Piante come la Serenoa Repens e l’Ortica, ad esempio, si sono rivelate molto efficaci nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e senza dare ai pazienti gli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi.

La natura può aiutare nella risoluzione dell’ipertrofia prostatica benigna.

 

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