I problemi alla vagina più comuni

Secchezza e atrofia vaginale, cistite post-coitale

Secchezza vaginale, atrofia vulvo-vaginale e cistite post-coitale sono tre dei problemi della vagina più comuni fra le donne e possono compromettere non solo la qualità di vita della donna ma anche della coppia. La sintomatologia di questi disturbi, infatti, può alterare la percezione del piacere durante il rapporto sessuale o renderlo talmente fastidioso, difficile e doloroso da provocare una riduzione del desiderio e il deficit orgasmico.

 

LA SECCHEZZA VAGINALE

La secchezza genitale è un problema molto diffuso fra le donne: si stima che circa il 70% delle donne ne ha sofferto almeno per alcuni periodi della vita. La secchezza, che spesso si associa a bruciore, prurito e irritazione, può aumentare e peggiorare con l’età, la menopausa e abitudini (pantaloni attillati, uso di detergenti intimi aggressivi,  alimentazione inadeguata).

A seconda della zona genitale interessata, tecnicamente si distingue fra:

  • secchezza vulvare se interessa la vulva, ossia i genitali esterni femminili
  • secchezza vaginale se interessa la vagina, che fa parte dei genitali interni della donna.

La secchezza genitale è un sintomo riconducibile ad altre problematiche.

Cause della secchezza genitale

La secchezza genitale è tipicamente collegata alla carenza di estrogeni, ormoni femminili che garantiscono la normale nutrizione dei tessuti vaginali e alla salute della vagina. I fenomeni o le fasi della vita che riducono anche drasticamente la produzione ormonale facendo avvertire alla donna una spiacevole sensazione di secchezza sono:

  • le amenorree, (mancanza delle mestruazioni per uno o più cicli mestruali) quando la donna ha pochi estrogeni;
  • l’allattamento, quando il ciclo mestruale è sospeso;
  • la menopausa, quando l’esaurimento definitivo dell’ovaio riduce drasticamente la produzione di ormoni femminili.

Anche altri fattori possono diminuire la produzione di estrogeni: il fumo di sigaretta, la rimozione delle ovaie, le terapie antitumorali (come quelle chemioterapiche, ormonali o radianti). Alcuni farmaci  contro le allergie, il raffreddore o la depressione possono  causare secchezza vaginale.

La secchezza vaginale può essere causata anche da un’insufficiente eccitazione sessuale, per cause psichiche di varia natura o relazionali.

L’uso di saponi intimi troppo aggressivi che non rispettano la complessità dell’ecosistema vaginale, né il suo pH o i lavaggi eccessi possono privare la cute e le mucose della vulva dello strato protettivo che le ricopre e che ne mantiene una idratazione ottimale, causando una progressiva sensazione di secchezza. Priva inoltre la cute vulvare della “barriera” viva che la protegge dalle aggressioni esterne, aumentando la vulnerabilità a infiammazioni, allergie e infezioni.

Il lattice con cui è fatto il preservativo o i lubrificanti specifici, che vengono aggiunti a esso per agevolare il rapporto, possono irritare notevolmente la mucosa vaginale provocando infiammazioni e secchezza.

Ci sono poi alcune situazioni comuni a tutte le donne (in età fertile e in menopausa) che favoriscono l’aumento della secchezza vaginale: un periodo di forte stress, un disagio psicologico, una dieta particolarmente restrittiva, sottoposizione ad attività fisica intensa o grossi problemi sociali, familiari, lavorativi, sentimentali ecc.

 

ATROFIA VULFO-VAGINALE

Anche l’atrofia vulvo-vaginale è una condizione molto diffusa; interessa infatti circa il 50% delle donne in menopausa.
Si tratta di una problematica legata alla carenza di estrogeni che genera una progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale e degli organi vicini. Questi ormoni, infatti, nutrono e lubrificano il tessuto vaginale e, con la loro mancanza, la mucosa vaginale diventa più delicata, più sottile, irritabile ed esposta ai traumi.

I sitomi più comuni sono:

  • perdita di turgore e di idratazione
  • secchezza vaginale con scarsa lubrificazione
  • senso di disagio, prurito, bruciore
  • fragilità e lassità della mucosa vaginale
  • dolore durante i rapporti sessuali

 

CISTITE POST-COITALE

La cistite post-coitale è quell’infiammazione che compare 24-72 ore dopo un rapporto sessuale.  Costituisce il 4% delle cistiti, ma ben il 60% di quelle che recidivano.

Le cause della cistite post-coitale possono essere di origine anatomica e ormonale.

L’anatomia dell’apparato urinario esterno femminile, con l’uretra più corta rispetto a quella maschile, facilita l’ingresso nelle vie urinarie di batteri fecali che possono risalire l’uretra fino alla vescica.

Una mucosa vulvo-vaginale integra è perfettamente in grado di difendersi dai microrganismi patogeni. L’attrito che si crea durante il rapporto sessuale può provocare microlesioni sufficienti a rompere lo strato epiteliale protettivo di questo apparato dove i batteri trovano un ottimo serbatoio di incubazione e riproduzione. Data la vicinanza della vagina con la vescica,  i batteri possono risalire facilmente in vescica provocando, solitamente dopo 24/48 ore dal rapporto sessuale, cistiti.

Anche la carenza di estrogeni, da cui dipendono sia l’innalzamento del pH con alterazione dell’ecosistema vaginale, che rende la vescica più vulnerabile all’attacco dei germi, sia la maggiore sensibilità a traumi meccanici, può facilitare l’insorgenza di cistiti dopo il rapporto sessuale.  La lubrificazione scarsa, il dolore durante la penetrazione, sono sintomi tipici di una alterazione ormonale: la probabilità di sviluppare una cistite aumenta di 4 volte se la donna ha secchezza vaginale, e di 7 volte se il rapporto causa dolore.

I sintomi che caratterizzano la cistite sono il bruciore vescicale e uretrale, la minzione frequente e dolorosa, con un dolore/bruciore che persiste anche dopo la fine del getto urinario, talvolta perdita di sangue con le urine (“ematuria”).

Non il solito lubrificante

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