Ipertrofia prostatica benigna

ipertrofia prostatica benignaL’ ipertrofia prostatica benigna (IPB) o adenoma della prostata è molto probabilmente la malattia della prostata più diffusa. Il disturbo, che affligge molti uomini a partire dai 50 anni, consiste nell’aumento del volume della ghiandola prostatica (nello specifico cresce la parte centrale) causato dagli ormoni steroidei androgeni e degli estrogeni. In alcuni casi, l’ingrossamento può raddoppiare o triplicare le misure normali della ghiandola prostatica.

Perchè aumenta la ghiandola prostatica? A partire dai 30 anni, la prostata inizia una fisiologico aumento che varia da persona a persona. Le cause non sono ancora chiare ma, molto probabilmente questo ingrossamento è legato alle variazioni dell’assetto ormonale che iniziano già a partire dai 40 anni e in particolare con l’andropausa: si riduce il testosterone mentre si alza il tasso di estrogeni in circolo. Poichè la parte muscolare della prostata è dotata di molti recettori per gli estrogeni, lo sbilanciamento ormonale scatena l’aumento della componente  fibro-muscolare della prostata. Altra causa è stata riscontrata in elementi di famigliarità, mentre sembrerebbe non esserci correlazione fra l’ipertrofia prostatica e fattori quali lo stile di vita (stato sociale e culturale, fumo, alcool, alimentazione), il gruppo sanguigno, altre patologie (malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, cirrosi epatica).

Prevenzione e controlli a partire dai 40 anni

Negli uomini intorno ai 40 anni, inizia una certa alterazione nella produzione degli ormoni: questo è già un buon motivo per iniziare dei controlli annuali da uno specialista andrologo / urologo anche in assenza di una sintomatologia specifica di disturbi alla prostata. I controlli preventivi sono necessari anche perchè una ipertrofia prostatica benigna trattata al suo esordio, è un problema che può essere risolto e scomparire; altrimenti si rischia la cronicizzazione.

E’ importante, inoltre, imparare a riconoscere i sintomi dell’ IPB e non trascurarli. Generalmente ile prime manifestazioni sintomatiche sono legati a difficoltà urinarie. L’ingrossamento della prostata, infatti, va a restringere sempre di più l’uretra; per far fuoriuscire l’urina, la vescica è costretta a lavorare di più e, con il tempo, si indebolisce, perde efficienza ed è soggetta a diverticoli (ernie vescicali). Poichè i liquidi non vengono espulsi adeguatamente, inoltre, le sostanze di scarto tendono a rimanere all’interno della vescica, dando luogo a possibili infezioni e calcolosi.

Sintomi Ipertrofia Prostatica Benigna

L’aumento del volume della prostata – ovvero l’ipertrofia prostatica benigna – per i suoi rapporti anatomici con la vescica e l’uretra, determina una serie di sintomi a carico della minzione.
Nell’IPB si distinguono due tipologie di sintomi: i sitomi irritativi e i sintomi ostruttivi.

I sintomi irritativi consistono generalmente in:

  • bisogno di urinare spesso (Pollachiuria)
  • necessità di urinare spesso durante la notte (Nicturia)
  • sensazione di bruciore durante la minzione (Stranguria)
  • bisogno improvviso ed impellente di urinare (Urgenza minzionale).

I sintomi ostruttivi, che generalmente appaiono in un secondo momento, si riconoscono in:

  • difficoltà ad iniziare la minzione nonostante il bisogno impellente di urinare
  • ridotta pressione del getto urinario
  • getto urinario spesso intermittente
  • emissione di gocce di urina al termine della minzione
  • sensazione di non aver svuotato completamente la vescica al termine della minzione.

Le cure per l’ ipertrofia prostatica benigna

Questi fastidi, spesso accompagnati da dolore durante la minzione, dipendono dall’ostruzione e dall’irritazione della ghiandola prostatica: per questo, come cura, spesso si somministrano farmaci alfabloccanti oppure doxazosina e tetrazosina, che rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale e aiutando la minzione.

Nel caso in cui un uomo non potesse assumere farmaci o, più semplicemente, preferisse una cura naturale e senza una base chimico-farmaceutica, è possibile ricorrere agli estratti di Ajuga Reptans titolato Teupolioside: ricerche hanno dimostrato che agisce inibendo l’azione del diidrotestosterone sulla prostata (principale causa dell’igossamento) e ha azione antinfiammatoria della prostata, riducendo lo stimolo continuo alla minzione, e possono essere un valido aiuto a ristabilisce la naturale funzione biologia delle cellule, riportandole all’equilibrio. (Approfondimento: Fitoterapia e salute della prostata)

A questo trattamento, naturalmente, va aggiunto uno stile di vita sano ed equilibrato: movimento, alimentazione povera di cibi eccessivamente grassi, piccanti e speziati, riduzione del consumo di alcool e tabacco e assunzione di due litri d’acqua al giorno.

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BIBLIOGRAFIA: Manuale Merck di diagnosi e terapia; Merck Sharp & Dohme; (pp.1795-1797)

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