L’Eleuterococco

Eleuterococco afrodisiaco naturale

Eleuterococco (Eleuteroccocus senticosus)

Eleuterococco: l’anabolizzante naturale

E. senticosus è un arbusto spinoso (2-3 m) a foglie palmate e lungamente picciolate. I fiori pentameri sono raggruppati in ombrelle semplici, sferiche, singole o a gruppi di due o tre, portate da un peduncolo inserito alla base della foglia. Il frutto è costituito da una bacca nera con cinque noccioli. Molto comune nella Siberia, è anche presente in Corea, in Cina (Shanxi e Hubei), in Giappone. Predilige le foreste di alberi frondosi e di cedri, in pianura o mezza montagna. Le radici si raccolgono dalle piante selvatiche, a fine primavera o in autunno.

 

OSSERVAZIONI NELL’UOMO
Conosciuta dagli sciamani siberiani e utilizzata dalla medicina cinese, questa droga è stata sottoposta a numerosi studi sull’uomo. In base ai dati clinici messi in rilievo dalla bibliografia, si potrà citare il miglioramento delle performances fisiche, in particolare degli sportivi, nel corso d’un esercizio muscolare sotto sforzo, così come nel caso di lavori pesanti. Medici russi richiamano l’azione preventiva contro l’influenza, il trattamento delle psicosi asteniche, delle nevrosi, delle affezioni infiammatorie e cardio-vascolari.

 

IMPIEGHI
La droga può essere considerata priva di tossicità: l’estratto acquoso (3g/kg, topo, per os), come infuso (25 ml/kg), si rivela atossico; la DL50 dell’estratto etanolico è di 23 ml/kg. La polvere non presenta tossicità acuta e subacuta (600 mg/kg, 200 e 300 mg/kg/die, ratto, per os). Non essendo officinale e non facendo parte di alcuna specialità allopatica, la droga è, al momento, utilizzata esclusivamente dai fitoterapeuti. Per l’uomo sano, questo “aromonizzatore” è prescritto in diverse circostanze: profilassi dell’influenza, lotta contro la fatica fisica e intellettuale, superlavoro, problemi della terza età, ecc.

 

LA DROGA
Le radici dell’eleutrococco si presentano in frammenti curvi, spesso nodosi, raramente ramificati. La superficie esterna è giallo grigiastra, la sezione è netta e mette in evidenza una zona midollare finemente raggiata, giallo pallido, circondata da una zona corticale sottile, di colore scuro. La presenza dei principi attivi può essere rilevata mediante TLC di un estratto secco con etere (genine e prodotti poco polari) e di un estratto metabolico concentrato con butanolo (eterosidi). Questa tecnica permette
di differenziare l’origine dei lotti. L’HPLC in fase inversa permette ugualmente la valutazione di alcuni eleuterosidi.

 

FONTE:
Medicalia
Rivista quindicinale di Omeopatia, Fitoterapia, Cosmetica, Medicina Naturale e Galenica
a cura della OMEOSALUS s.r.l.

 

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