Complicanze di alcuni trattamenti per l’Ipertrofia prostatica benigna

Alcuni trattamenti per l’Ipertrofia Prostatica Benigna, possono essere invasivi e avere delle complicanze che spesso rientrano da sole, in altri casi sono permanenti. Vediamole nel dettaglio.

ipertrofia prostatica benigna

L’ Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) consiste in un ingrossamento della ghiandola prostatica, un fenomeno piuttosto frequente negli uomini, soprattutto con l’avanzare dell’età. Se IPB è trascurata, negli anni, la ghiandola può anche raggiungere le dimensioni di una arancia. Già a partire dai 45 -50 anni, la parte centrale della ghiandola tende a svilupparsi e a crescere e, poiché è situata intorno al canale urinario, può creare problemi urinari.

I sintomi di tipici dell’ipertrofia prostatica benigna sono: l’aumento della frequenza delle minzioni diurne e notturne (pollachiuria e nicturia), la sensazione di incompleto svuotamento, la minzione intermittente, fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta.

 

I trattamenti per l’ipertrofia prostatica benigna

Per il trattamento e la cura dell’Ipertrofia Prostatica Benigna, esistono cure farmacologiche e terapie di tipo chirurgico; agli esordi della malattia e in una fase iniziale, possono essere molto efficaci anche alcuni integratori naturali, a base di Teupolioside, Ortica ed altri estratti vegetali.

Le complicanze dipendono dal tipo di trattamento.

 

Complicanze ed effetti collaterali dei Farmaci

I farmaci contro l’Ipertrofia Prostatica Benigna sono:

  • la finasteride e la dudasteride (ad esempio Proscar, Prostide), che agisce bloccando la trasformazione del testosterone in DHT (dehydrotestosterone), responsabile dell’ingrossamento della prostata;
  • la terazosina e l’alfuzosina (alfabloccanti come ad esempio Teraprost, Xatral), che rilassano i muscoli del collo vescicale, dell’uretra prostatica e della prostata, facilitando il passaggio dell’urina nell’uretra.

E’ ovvio che, essendo farmaci, possono essere assunti solo su prescrizione medica. Gli effetti compaiono solo dopo alcune settimane di terapia, ma possono essere necessari diversi mesi prima di ottenere il massimo del beneficio. Come tutti i farmaci, anche questi per l’Ipertrofia Prostatica Benigna, possono avere effetti collaterali talvolta anche gravi, a fronte dei quali il paziente dovrà contattare immediatamente il medico o ricorrere al pronto soccorso.

Gli effetti collaterali della prima categoria di farmaci contro l’Ipertrofia Prostatica Benigna possono comparire a seguito dell’assunzione della finasteride e della dudasteride sono:

  • orticaria,
  • eruzione cutanea,
  • prurito,
  • affanno,
  • polso accelerato o irregolare,
  • erezione dolorosa e prolungata per ore del pene,
  • gonfiore di occhi, viso, lingua, labbra, braccia, mani, piedi, caviglie o gambe,
  • difficoltà a respirare o a deglutire,
  • dolore al torace,
  • vertigini o svenimento alzandosi bruscamente,
  • riduzione o perdita improvvisa della vista,
  • visione confusa,
  • riduzione o perdita improvvisa dell’udito,
  • dolore toracico, vertigini o nausea durante un’attività sessuale.

Gli effetti collaterali legati agli alfabloccanti possono invece includere:

 

Approfondimento: La Sindrome post Finasteride

 

Complicanze della Chirurgia minimamente invasiva

Le complicanze della chirurgia mini-invasiva possono essere:

  • infezioni del tratto urinario
  • dolore durante la minzione,
  • complicanze urinarie,
  • bisogno frequente e urgente di urinare,
  • incontinenza urinaria,
  • sangue nell’urina per diversi giorni dopo l’intervento,
  • disfunzioni sessuali,
  • prostatite cronica, ossia un’infiammazione di lunga durata della ghiandola,
  • problemi ricorrenti come la ritenzione urinaria e le infezioni del tratto urinario.

La maggior parte delle complicanze della chirurgia mini-invasiva scompare entro qualche giorno o qualche settimana. Le procedure mini-invasive hanno minori probabilità di dare complicanze della chirurgia a cielo aperto.

 

Complicanze dell’Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico tradizionale, adenomectomia a cielo aperto, si esegue nei pazienti in cui la l’ingrossamento della prostata è notevole (>75 g). Poichè questa pratica comporta l’incisione addominale sovrapubica, si ha notevole perdita di sangue con conseguente emotrasfusione.

Le complicanze dell’intervento chirurgico possono essere:

  • Problemi a urinare: difficoltà o dolore nella minzione sono problematiche che possono insorgere subito dopo l’intervento ma che, in circa due mesi, tendono progressivamente a ridursi. In ogni caso bisogna tener conto del fatto che, più le difficoltà urinarie erano croniche prima dell’intervento, più tempo dovrà trascorrere per il ripristino completo delle funzioni urinarie.
    Sanguinamenti e trombi: poichè questa pratica comporta l’incisione addominale sovrapubica, un qualche sanguinamento post operatorio o sangue nell’urina possono essere fenomeni normali. E’ anche probabile che dei trombi post- chirurgici passino nel circolo sanguigno per localizzarsi in altre zone, di solito nelle gambe. Se il sanguinamento perdura o in caso di dolore, fastidio alle gambe, presenza di grossi trombi nelle urine, è bene contattare il medico. è normale e si dovrà risolvere entro qualche giorno.
  • Infezioni del tratto urinario: a causa dell’impiego del catetere post-chirurgico o dell’anestesia si possono avere infezioni alle vie urinarie; l’ incisione cutanea , inoltre, può infettarsi.
    Tessuto cicatriziale: nei mesi immediatamente successivi all’intervento, potrebbe formarsi del tessuto cicatriziale nell’uretra o, più raramente, nell’apertura della vescica. A seconda dei casi il tessuto potrà essere rimosso o ambulatorialmente o con un piccolo intervento chirurgico.
  • Disfunzioni sessuali: alcuni soggetti potranno avere problemi sessuali temporanei dopo l’intervento chirurgico. Il tempo necessario per il ripristino della funzione sessuale dipende dal tipo di chirurgia eseguita e dalla durata dei sintomi prima dell’intervento. Alcuni soggetti riferiscono una piccola differenza nella qualità dell’orgasmo dopo la chirurgia. Tuttavia, la maggior parte non riferisce cambiamenti. Solo in rarissimi casi la chirurgia causa la perdita della funzione erettile. In ogni caso, la maggior parte degli specialisti è concorde sul fatto che un uomo con ipertrofia prostatica benigna in grado di avere un’erezione prima dell’intervento, sarà in grado di avere dopo. La chirurgia causa solo raramente la perdita della funzione erettile. Comunque, la chirurgia non permette il recupero disfunzioni già perse prima della procedura. La chirurgia prostatica può causare eiaculazione retrograda, ossia lo sperma anziché fuoriuscire durante l’orgasmo, entra in vescica e sarà espulso con la minzione. Questo potrebbe essere causa di sterilità.
  • Trattamen­ti ulteriori: l’intervento chirurgico potrebbe non essere definitivo; se il problema alla prostata ritorna, potrebbero rendersi necessari trattamenti ulteriori. Possono rendersi necessari trattamenti ulteriori. Questo può accadere, ad esempio, se l’intervento per l’ipertrofia prostatica, lascia intatta una parte della ghiandola.

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